E come i trentenni di oggi i quali raramente si sentono tali, vive il percorso creativo con quell'impronta di sfrontatezza, ricerca ed innovazione, tutte caratteristiche del suo geniale fondatore: Massimo Osti.
Facciamo quindi un pò di storia del brand Stoneisland:
Massimo Osti, negli anni '80 del folle consumismo, va in controtendenza e si chiede come riutilizzare
quel vasto surplus di indumenti militari presenti nei vari mercati dell'abbigliamento usato in Italia.
Parte da qui la sua intuizione, la quale poi si allargherà all'utilizzo di materiali sempre più inaspettati: un giorno gli capita tra le mani un telone da camion, rosso da un lato e blu dall'altro.
Si potrebbe farne un giaccone, no?
E' sempre lui il primo a sperimentare già negli anni '70 la tintura in un unico bagno di colore di capi già finiti: un metodo che poi diventerà comune per tutto il settore dell'abbigliamento.
E poi arriva il Raso Gommato, nel 1983: questo tessuto, nato dalla rivisitazione di un materiale da equitazione diventa il segno di riconoscimento della Stone Island: si fa così, si splama uno strato di gomma impermeabilizzante sul cotone raso.
E' un successo sempre crescente, a cui neanche io ho potuto resistere: negli anni '90 comprai una bellissima giacca di raso gommato nero che ho amato tantissimo. Seppure di foggia maschile, era perfetta anche sulla figura femminile, e non vi dico la tragedia un giorno che tornando a casa, ho scoperto che mia mamma l'aveva buttata, perchè a furia di metterla ogni giorno, il collo era diventato leggermente liso. Noooooooooooo!!!
Ma le innovazioni di Massimo Osti per Stone Island sono continuate nel tempo: direi che dovrebbero essere oggetto
di un bel corso tessile.
Ci sono infatti i tessuti impermeabili in grado di riflettere anche debolissime fonti luce, oppure il tessuto "micro", ottenuto con una tecnica di pressione come quella usata per la carta, che conferisce il caratteristico effetto pelle di daino, oppure il "thermojoint": tranquilli, potete andare al Polo Nord ed essere investiti da una nube radioattiva e rimanerne illesi: è infatti un tessuto resistente all'acqua, termoisolante e resistente alle radiazioni nucleari.
Potrei ancora continuare a parlarvi del passato (un passato di competenza e conoscenze tessili che Stone Island ha voluto celebrare in una mostra alla Stazione Leopolda di Firenze) ma concentriamoci sul presente e precisamente sulla Collezione Autunno / Inverno 2012/2013.
Shadow Project
Funzione ed innovazione, le parole chiave per questa mini-collezione: i designer attuali di Stone Island ripescano dai vecchi archivi le forme coniugandole con tessuti innovativi.
Stone Island:
La rosa dei venti - il simbolo del marchio - rende immediatamente riconosconibile i vari capi di abbigliamento maschile sportwear, con una tensione costante del nuovo team di designer ai valori di estetica, design, innovazione e comfort.
Occhiali
Sono gli ultimi arrivati, in linea con la tendenza dei maggiori brand di puntare tutto o quasi sugli accessori, e Stone Island non fa eccezione. Costano dai 250 ai 300 euro, diciamo che costicchiano, ma se vi piace il design moderno e sportivo, fanno per voi.